Le scritture tradizionali dell'induismo vedono la storia come un susseguirsi ciclico d'epoche, e ciascun'epoca ha proprie particolari caratteristiche.
Questa concezione ciclica del tempo vuole rappresentare la vita del sistema solare, basata sulla vita del dio creatore Brahma. Il ciclo periodico dell'origine e della fine del mondo si svolge in un arco di milioni d'anni, esattamente stabilito dal punto di vista cronologico.
Brahma vive cento anni, quando la sua vita giungerà al termine, il sistema cosmico si dissolverà e diventerà materia primigenia indifferenziata; il cosmo, dopo aver trascorso in totale immobilità un tempo egualmente lungo, darà luogo ad un altro mondo, e un nuovo Brahma sarà generato.
Nella vita di Brahma, come in quella dell'uomo, si susseguono i giorni e le notti.
  Un Kalpa è un giorno della vita di Brahma, un giorno e una notte di Brahma sono due Kalpa. Ogni Kalpa, composto di 1000 Yuga, corrisponde a 4.320.000.000 anni dell'uomo. Al termine di un giorno di Brahma, un Kalpa, quest'universo è temporaneamente riassorbito (Pralaya) nel suo sonno divino, di conseguenza gli stessi esseri potranno reincarnarsi quando inizierà il successivo giorno di Brama.
Un anno di Brahma è composto di 360 cicli di giorno/notte, o 720 Kalpa, o 1.555.200.000.000 anni dell'uomo.
  La vita di Brahma è composta di 100 anni di Brahma, o 72.000 Kalpa, o 311.040.000.000.000 anni dell'uomo.
Alla fine della vita di Brahma, tutto l'universo si dissolve (Mahapralaya).
  Nei testi dei Purana si trova un ulteriore ciclo che si sovrappone ai precedenti, quello dei Manvatara. Ogni Kalpa è diviso in 14 Manvatara o periodi, ognuno dura per 71 cicli dei quattro yuga (Mahayuga).
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