Il termine Devi è usato per indicare una dea in generale, è la forma femminile di deva, potenza celeste o dio. Solamente in epoca post - vedica (nel Tantrismo medioevale) si afferma il concetto di Devi, la Dea per eccellenza, quando la grande madre vedica Aditi (dalla radice sanscrita da, che significa vincolare, limitare) diventerà la Shakti, l'Energia Cosmica, la dea suprema che crea e regge il Tutto.
La Dea Madre è venerata sin dai tempi preistorici, ma il suo inserimento nel pantheon indiano avviene in modo lento e graduale.
In epoca vedica la principale divinità femminile è rappresentata da Aditi, l'Infinità, la dea madre di tutti gli dei, Devamatri. Aditi è il principio astratto della creazione primordiale, da cui prenderanno forma gli dei sinonimi degli Elementi basilari della Natura.
Altra divinità vedica è Prithvi, Dea della Terra; la Natura in tutte le sue forme, materiali e benefiche, la Madre di tutti gli esseri. Nel suo significato generale, rappresenta una moltitudine di madri. E' la dea dell'abbondanza, ed è anche chiamata Bhoomi (corporea), o Urvi (larga).
Taluni aspetti della natura sono personificati come divinità femminili, troviamo quindi Bharati (divinità tutelare dei Bharata, popolo stanziato nella vallata del fiume Sarasvati), Usas (Alba), Ratri (notte); sacri sono considerati alcuni fiumi come Ganga, Yamuna e Sarasvati, ecc.
Tutti questi elementi confluiranno nella individuazione del principio femminile assoluto, la Shakti, venerata col nome di Devi, l'energia creatrice nonchè sposa di Shiva.
I numerosi nomi attribuiti a Devi, sono il risultato dell'incontro tra gli antichi culti della dea madre e la dottrina della Shakti, come principio femminile di Shiva. Infatti, sebbene questi sia venerato come sovrano dei Tre Mondi, la sua potenza, o Shakti, è rappresentata dalla sua consorte, la Devi (Dea). I multiformi aspetti in cui si manifestano l'energia e l'attività creatrice, sono le varie forme che assumerà Devi, ed i vari aspetti della Devi inglobano attributi di divinità preesistenti, e testimoniano una sintesi di riflessioni filosofiche, e l'assorbimento di varie dee locali nell'universo saiva.
"Si dice nei Vishnu Purana che Rudra - Shiva si scisse in maschio e femmina: la metà femmina si divise a sua volta in due specie di Shakti, bianche e nere. Quelle bianche sono delle dee dalla natura dolce, Uma, Parvati, Guara, ecc. Quelle nere sono le dee dalla natura terribile: Durga, Kali, Bhairavi, ecc. In tal modo le mogli di Shiva sono le sue stesse virtù in foggia femminile, benigne o maligne, di dio propizio o di dio spaventevole."